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VORMUND & SABRA
in:

ACHTUNG ACHTUNG!!!

(2° parte)

di

Carmelo Mobilia & Mickey


Si vede che era destino.
Ruth ha dato la vita già una volta, per impedire che una bomba compisse una strage erodiana in un asilo.
Ed è miracolosamente sopravvissuta. Ha trasgredito alle leggi dell'Altissimo, così facendo?
L'Angelo della Morte dev'essere tornato a prenderla, perché un'altra bomba sta per scoppiarle tra le mani, e stavolta neanche il suo potere potrebbe riuscire a impedirne il trapasso...

Tel Avivi. Azrieli Center.

I servizi segreti israeliani avevano confermato i terribili sospetti: l’imponente complesso di grattacieli era l’obiettivo di un terribile attacco di tipo terroristico di stampo neo-nazista. In Germania, infatti, l’eroe teutonico Vormund aveva scoperto il recupero di alcuni bidoni carichi di una formula sperimentale e stabile di Zyklon B, il terribile gas usato nei campi di concentramento, da parte di alcuni criminali al soldo dei terribili gemelli Strucker: il loro intento era appunto rilasciarlo in uno o più edifici, o nel centro commerciale alla loro base, provocando una strage.

Per questo motivo Vormund aveva chiesto la collaborazione dell’eroina locale Sabra, protettrice del popolo israeliano e intenta a scongiurare la catastrofe.

S’erano divisi i compiti: lei, arcinota nel paese, stava nascosta a bordo di un elicottero e, a debita distanza per non destare allarme, osservava eventuali movimenti sospetti all’esterno del complesso, mentre il tedesco, fingendosi un turista, girava per i vari negozi alla ricerca di qualcuno dei terroristi ricercati.

La sua abilità nel travestirsi gli aveva permesso, in passato, di entrare nelle proprietà americane del Teschio Rosso [1], per questo era il più indicato per questo compito. I due eroi erano comunque in perenne contatto radiofonico.

<<Novità?>> chiese la donna, evidentemente impaziente.

<Mi spiace Ruth, niente. Non è facile in mezzo a tutte queste persone.>

<< Anche qui fuori nulla di anomalo da segnalare. Né nulla dagli agenti all'interno delle torri. E la cosa mi urta i nervi. Sappiamo che colpiranno qui e oggi. Stiamo andando avanti da ore... dobbiamo trovarli, assolutamente! Non posso permettere che il loro folle piano abbia successo!>>

<Calma. Neanche io desidero che vi siano morti, cosa credi? Ma dobbiamo agire con discrezione. Se uno di quei bastardi capisce che gli siamo addosso potrebbero ... ehi ehi ehi! Forse ci siamo...>

<<Cosa?>>

<Penso di aver trovato uno dei nostri amici. E’ vestito da manutentore... ti mando una fotografia...> Prestando attenzione a non farsi vedere, Vormund scattò una foto col suo cellulare e mandò l’immagine a Sabra che, ricevendo il file sul computer a bordo dell’elicottero, poté confrontarlo con la foto segnaletica in proprio possesso.

<<Sì, ci siamo: è uno degli uomini che ci ha segnalato la Regina Ragno. Albert Klopp, ex membro dell’Hydra e mercenario a pagamento. Ricercato dall’Interpol in dodici paesi differenti. E’ entrato nel paese sotto la falsa identità di un affarista svizzero. Devi immobilizzarlo e farlo cantare!>>

<Ok, mi avvicino. Chiudo.>
Il pedinamento non era dei più semplici: quando si ha la coda di paglia, si sta attenti a chiunque ci giri intorno, e così faceva Klopp.

Avanzando senza dare nell’occhio, Vormund si avvicinò lentamente verso il falso manutentore e con rapidità lo immobilizzò e gli tappò la bocca, trascinandolo in uno sgabuzzino.

<Molto bene Herr Klopp. Vi abbiamo trovato e scoperto i vostri piani. Vi è andata male, ragazzi. Ora dimmi dove sono i tuoi complici e lo Zyklon prima che cominci a perdere la pazienza...>

Klopp non provò neppure a fare il finto tonto; impugnò un taglierino che aveva nella tasca e cercò di pugnalare il suo assalitore all’addome.

<Muori, cane giudeo!>

Ma il potere di Vormund entrò in funzione, proteggendolo dalla pugnalata. Poi l’eroe tedesco lo colpì con una ginocchiata alla gamba, rivolgendo contro di lui la sua stessa forza e provocandogli una ferita.

Il mercenario gridò dal dolore.

<E’ meglio che ti decida a collaborare, feccia! Dove sono gli altri con cui lavori?> così dicendo si disfece della maschera e degli abiti di copertura, rivelando al terrorista il suo costume.

<Vormund!> gridò terrorizzato, riconoscendolo.

<In persona. Ti conviene cominciare a parlare o giuro su Dio che ti rompo il polso!>

Il supereroe troneggiava su di lui, costretto in ginocchio e impossibilitato a fuggire. Sapeva che di non avere scampo. Gli era rimasta solo una via di fuga. Con la lingua afferrò uno dei suoi denti fasulli e lo morse. Conteneva cianuro: cominciò a schiumare dalla bocca.

<Was ist... NIEN!> esclamò Vormund, intuendo troppo tardi la sua mossa. <Maledetto... non ingoiarla... non ingoiarla...> disse, cercando con le dita guantate di recuperare la capsula velenosa.

Troppo tardi. Klopp morì in pochi secondi. Vormund era furioso; era ancora relativamente nuovo nel giro... un eroe più esperto probabilmente si sarebbe accorto del gesto che stava per compiere e glielo avrebbe impedito.

Imprecò con rabbia, poi contattò Sabra.

<Qui Vormund. Mi dispiace, ho fallito. Il prigioniero si è suicidato ingerendo del veleno prima che potessi farlo parlare.>

<<Dannazione! Questo genere di fanatici preferiscono morire piuttosto che rivelare i loro piani!>> disse Sabra al comunicatore. <<C’è nulla su di lui che può rivelarci il loro piano? Prova a perquisirlo...>>

<Procedo.> rispose il teutonico.

E mentre rivoltava il cadavere del terrorista, alzando lo sguardo notò un oggetto che gli diede un'illuminazione.

<<Qui Vormund. C’è un compressore qui nello sgabuzzino della manutenzione. Le bombole di elio sono state rimosse... le hanno sostituite. Sabra, so dov'è lo Zyklon! Ci sono due enormi palloni da parata nel centro commerciale, per pubblicizzare il film sui Vendicatori! Ne sono certo: useranno quelli per avvelenare quelle persone!>

Il piano era semplice, nella sua crudeltà. L’intuizione avuta da Vormund le sembrò più che plausibile.

Anche se non c'erano prove schiaccianti a sostegno, non potevano rischiare.

Senza la minima esitazione Sabra saltò giù dall’elicottero e volando più veloce che poteva, sfondò un lucernario del centro commerciale, afferrò le corde che reggevano i palloni con le sembianze di Capitan America e Iron Man e, uscendo da dove era entrata, li trascinò all’esterno del complesso, volando attraverso le nuvole; arrivò più in alto che poteva, al limite consentitole dai suoi poteri, e li lasciò andare.

Pericolo scampato. La gente era salva. Tirò un sospiro di sollievo poi, abbassandosi di quota, quando entrò nel campo d’azione del suo auricolare, comunicò col suo partner.

<Qui Sabra. I palloni sono stati eliminati. La situazione è di nuovo sotto controll...>

La comunicazione venne interrotta da un brutale impatto alla schiena.

<<Sabra? Non ti ricevo più. Che succede? Rispondimi Ruth!>>

Ma la donna non poteva rispondere; colpi di una forza inaudita continuavano a percuoterla. Ma chi poteva essere, a quell’altitudine?

<Puttana giudea, sapevo che avresti fatto vedere il tuo brutto muso da scrofa! Ma eravamo preparati ad un tuo intervento... ti pentirai di avervi ficcato il naso!>

L’uomo che parlava era incredibilmente massiccio, biondo, capelli a spazzola e sul costume blu e oro spiccava un enorme svastica rossa che fece immediatamente capire a Sabra chi fosse il suo avversario.

<Il nuovo Master Man, suppongo.>

 

In quel momento, in qualche posto segreto nel cuore della Germania.

 

<<Tutto come previsto. La cagna giudea ha abboccato all’amo. Master Man l’ha intercettata a mezz’aria, proprio come avevate previsto.>>

<Bene. Tutto sta andando secondo i piani.>  disse Andrea Strucker, sorridendo al suo fratello gemello.

Andreas e Andrea Strucker venivano costantemente aggiornati su ogni passo dell’operazione.

Non avevano previsto la cattura della Regina Ragno in Germania [2] ma avevano preso le loro contromisure, elaborando una controffensiva adeguata. Sapevano che sarebbe stato inevitabile un coinvolgimento di Sabra in quel di Israele, e quindi le avevano teso una trappola per tenerla occupata mentre i loro uomini portavano avanti il loro diabolico piano.

<Wunderbar. Fate scattare il piano B.> ordinò Andreas.

<<Jawohl, herr Strucker. Hail Hydra!>>

 

Tel Aviv.

 

Il primo istinto avrebbe spinto Markus a raggiungere in qualche modo Sabra e ad aiutarla contro l'attacco imprevisto di colui che aveva tutta l'aria di essere un nuovo Master Man. Mentre stava elaborando un modo per sfruttare il suo controllo dell'energia cinetica per comportarsi da razzo umano ed essere scaraventato nel bel mezzo dello scontro aereo, qualcosa captò la sua attenzione con la coda dell'occhio.
C'era un discreto fuggi-fuggi di clienti, non a torto, dopo la fragorosa irruzione di Sabra e l'innesco del duello sopra i tetti del complesso . Molti degli astanti, invece, si erano armati di smartphone ed erano tutti intenti a immortalare l'evento. In fondo, in Israele non erano così frequenti battaglie tra pazzoidi in calzamaglia.
In tutto questo, qualcuno non era intento né a fuggire né ad osservare lo scontro. Camminava a passo svelto, ma non troppo. Qualcosa nel suo comportamento lo rendeva sospetto... non sapeva dire cosa, ma come prima, il tedesco non poteva rischiare, e volle seguire quella sua intuizione.
A grandi falcate, Vormund si fece strada nella folla, ben coperto dal viavai, fino a placcare il suo obiettivo alle spalle. L'uomo cercò di divincolarsi, invano. Ettinger lo atterrò e sentenziò:
<Una volta me la si fa..!>
Un attimo prima di aprirgli la bocca con la forza, ispezionare velocemente il cavo orale, per poi estrarre di netto una capsula dentaria, solo con indice e pollice.
<Aaargh!>
<Ok, sono stato fortunato> si congratulò l'eroe tedesco, verificando che il finto dente contenesse una dose di veleno <Ora che non puoi fare più scherzetti, dimmi cos'altro c'è in ballo. Stavi andando a prendere altro Zyklon? Potete spargerlo in altri modi?>
<No... è-è finito il gas....> biascicò il terrorista, con la bocca impastata dal sangue. Evidentemente, il terrorista non aveva paura della morte quanto del dolore fisico.

Vormund lo teneva saldamente bloccato, tenendo premuti i polsi sul pavimento.

 <Non mi convinci. Chi c'è dietro? Qual è il vostro piano? PARLA!>  e gli tirò un braccio quasi fino a slogarglielo.
<AAAAAAAAAAAAAAAH! Gli-gli Strucker! Hanno un- una bomba...>

Quella frase gli congelò il sangue nelle vene...

 

Nei cieli sopra l'Azrieli Center.

 

Per usare un vecchio eufemismo “non era uno spettacolo che si vedeva tutti i giorni” in Terra Santa: un uomo e una donna volanti che combattevano tra di loro. Il superuomo teutonico e la donna meraviglia israeliana si scambiavano colpi dalla potenza inaudita. Era uno spettacolo spaventoso e affascinante allo stesso tempo.

<Devo riconoscere che sei forte, puttanella....  ma non ti basterà per sconfiggermi!>

"Maschi... tutti uguali!" pensò Ruth "Presuntuosi e arroganti...pensano sempre di non poter venire sconfitti da una donna. Sarà un doppio piacere batterlo!"

In effetti, la donna la stava mettendo sul piano della potenza fisica, come se volesse mostrarsi più forte del suo avversario. Quell’uomo rappresentava tutto quello che lei odiava, sia dal punto di vista della sua ideologia politica, sia per il suo atteggiamento misogino.

Gli Strucker l’avevano studiata bene. Cosa c’è di più irritante di un maschilista nazista per una donna israeliana? E difatti Sabra aveva perso lucidità e freddezza. Serrava la mascella e digrignava i denti come un animale feroce, combattendo brutalmente un avversario ben più brutale di lei.

Era come quella storiella che raccontano ai bambini, della rana che gonfiava il petto cercando di apparire più grossa del bue; per quanto si sforzasse, non ci sarebbe mai riuscita.

Un terrificante diretto del nazista la colpì al volto, ferendola. Il suo avversario stava avendo la meglio, e la cosa la feriva più dei colpi con la quale la stava percuotendo.

<AH! E tu saresti l’eroina nazionale? Non mi sorprende... un popolo di ratti non può pretendere di meglio!> esclamò trionfo andando a segno con un altro pugno, mandandola contro la facciata di un grattacielo.

Il fattore rigenerante di Sabra era messo a dura prova.

<Come potevano mandare un donna a fare il lavoro di un uomo? Dovevi restartene nella tua tana a fare la calza! Ti saresti risparmiata quest’umiliazione...>

Ruth era ormai furiosa. Il sangue le stava andando alla testa. Quell'uomo era irritante sotto tutti i punti di vista. Continuava a colpirla con una sequenza di pugni... poi, come si dice in questi casi, un’intuizione improvvisa le attraversò la mente come un fulmine a ciel sereno. Master Man era un superuomo coriaceo e dotato di grande potenza, che cercava di imporre durante lo scontro, ma era l’unica tattica che conosceva. Non aveva ricevuto un grande addestramento nel combattimento corpo a corpo.

Questo era il punto focale per aggiudicarsi quell’incontro. Come agente del Mossad invece Ruth Bat Seraph era stava finemente addestrata nell’arte marziale del Krav Maga. Sabra era stata talmente irritata che aveva cercato di mostrarsi più potente di lui, ma non si batte un avversario più forte con la forza. Il suo maestro l'aveva messa in guardia dal dipendere troppo dai propri superpoteri [3].

 E aveva ragione. Ora finalmente ci vedeva chiaro.

Prese un profondo respiro e si mise in posizione da combattimento. Passò da una posizione di attacco ad una di difesa.

<Lo sai, buffone> parlò, rivolta al suo avversario <parli tanto ma non mi hai ancora stesa. E’ questo il meglio che sai fare? Sei moscio. Dovrai fare molto di meglio per “soddisfarmi”...> disse in modo provocatorio.

Il tedesco cadde nel suo tranello e, irritato, cercò nuovamente di piazzare un pugno ma Sabra, contrariamente a prima – quando cercava di rispondere colpo su colpo- bloccò il polso e, aprendo un varco nella sua guardia, lo colpì con una tremenda gomitata al mento.

Master Man accusò il colpo.

<Schifosa puttana, io t’ammazzo....> disse furioso.

Cercò di affondare con un altro diretto ma anche stavolta Sabra parò il colpo bloccandolo  e ricambiò con un colpo alla gola. Il nazista rimase senza fiato e Ruth ne approfittò per afferrarlo per il collo e sferrargli una ginocchiata ai genitali: per quanto possa essere potenziato e resistente, qualunque uomo che riceve un colpo lì non può non accusarlo.

Ormai senza la possibilità di difendersi, Sabra lo afferrò e lo proiettò verso il parcheggio sottostante, facendolo precipitare a grande velocità. L’impatto con il terreno lo lasciò praticamente stordito e incapace di difendersi, ma Sabra decise ugualmente di dargli il colpo di grazia, atterrando su di lui a piedi giunti, mettendolo definitivamente k.o.

<Avevi ragione maestro...  grazie.> pensò dentro di sé, asciugandosi la fronte.

I cittadini di Tel Aviv, vedendo la propria eroina immobilizzare un criminale nazista, non poterono non esplodere in un boato entusiastico.

Sabra sorrise e accennò ad un saluto, soddisfatta per la propria vittoria, ma dal suo auricolare arrivò una notizia che le spense ogni entusiasmo.

<<Ruth, devi aiutarmi! C'è una bomba!>>
L'auricolare non funzionava perfettamente, dopo le batoste prese durante lo scontro, ma abbastanza da farle discernere quell'ultima, spaventosa parola.
<Che cosa?>
L'eroina non riusciva, piuttosto, a capacitarsi del dispiegamento di forze in atto. Prima l'attacco con il gas nervino, poi Master Man ... e ora una terza minaccia? I Fenris stavano facendo dannatamente sul serio.
<<Una bomba, e non so disinnescarla! Abbiamo meno di cinque minuti!>>
<Dove sei?>
<<Pilastro centrale del primo piano del parcheggio interrato. Ho già dato ordine da evacuare, ma c'è abbastanza esplosivo da scuotere le fondamenta e far crollare tutti i grattacieli con un effetto domino!>>
Il centro era ormai deserto. Planando  e correndo a tutta velocità, Sabra lo raggiunse nel giro di un minuto. Lo vide chino nel portabagagli di un'automobile di grossa cilindrata, in cui il voluminoso ordigno era alloggiato.
<Eccomi!>
<Nemmeno io potrei assorbire tutta l'energia cinetica rilasciata... per non parlare del calore: mi ustionerei a morte e non impedirei un incendio immane.> ammise Vormund  <Dobbiamo provare il tutto per tutto!>
<Va bene, ci penso io> annuì Sabra, prendendo un respiro profondo.

L'addestramento da agente segreto prevedeva i fondamentali sulla bonifica degli ordigni esplosivi. In condizioni normali, non avrebbe avuto troppa difficoltà a portare a termine il lavoro.
Purtroppo era la prima volta che si ritrovava a che fare con una bomba, da quando era morta-e-risorta.

Non aveva previsto che una situazione del genere potesse scatenarle un attacco di panico.
Sudava freddo, il cuore veleggiava verso le duecento pulsazioni al minuto e la testa le girava.
L'ultima volta l'esplosione l'aveva uccisa in modo veloce, non aveva avuto modo di pensarci troppo. Affrontare la morte lucidamente era un altro paio di maniche.
Nella zona poteva esserci ancora qualche civile, per non parlare dei soldati e degli agenti coinvolti nell'operazione. Il crollo avrebbe provocato danni incalcolabili... e le mani sudate non riuscivano a trovare i fili giusti da staccare in piena sicurezza.
<No... non riesco a disinnescarla... non c'è più tempo... > alzò le mani Sabra.
<Va bene, tu allontanati, cercherò di assorbire l'esplosione, per quanto mi sarà possibile!> si offrì Vormund.
<No! Questo non è il tuo paese... spetta a me. Posso portarla lontano, come ho fatto coi palloni. Aiutami!>
Anche se avesse voluto controbattere, Markus Ettlinger non avrebbe avuto modo o tempo di replicare.
Aiutò la donna a sollevare l'ordigno oltre le proprie teste e portarlo alla luce del sole, alla massima velocità possibile. Ruth Bat-Seraph scambiò solo uno sguardo di ringraziamento con lui, prima di dar fondo a tutta la propria forza mutante per sollevare la bomba da sola e spiccare un balzo verso il cielo.
Senza neanche accorgersene, in volo, prese ad intonare la Vayivarech David, la preghiera che secondo la tradizione il re Davide recitò nel momento più oscuro e difficile del suo regno, quando ebbe più bisogno di rinnovare e invocare la sua fede in Dio.
Volava con la velocità di un proiettile, al massimo delle sue possibilità. Il suo ultimo pensiero andò al suo defunto bambino: se per caso avesse abbandonato questa vita terrena, almeno lo avrebbe rivisto e riabbracciato nell’altra.

Vormund vide la donna che sembrava dirigersi verso il sole. Un puntino quasi indistinguibile nell’azzurro del cielo.

Arrivata all’altezza massima che i suoi poteri le consentivano di raggiungere, Ruth raccolse tutte le sue forze e scagliò la bomba il più lontano possibile. L’ordigno esplose nell’aria, provocando una fiammata visibile anche da terra. Sabra ce l’aveva fatta, ma l’onda d’urto creata dalla detonazione investì la donna che, già provata dal combattimento con Master Man e dal volo, rimase stordita e precipitò nel vuoto.

L’esperienza militare di Markus Ettinger aveva previsto un sinistro del genere.

Mentre la donna era in volo, infatti, aveva preso l’ascensore e aveva premuto il bottone per raggiungere l’ultimo piano. L’elevatore sembrava metterci un’eternità mentre la donna aumentava di velocità.

Ce l’avrebbe fatta?

Una volta raggiunto il tetto corse a perdifiato verso il cornicione, compì un balzo e afferrò la donna a mezz’aria, con un tempismo perfetto. Fu un’azione spettacolare. I due eroi avvinghiati in un abbraccio attraversarono la vetrata dell’edificio di fronte, frantumandola.

Vormund assorbì tutta l’energia cinetica provocata dalla caduta di Sabra, lasciando entrambi illesi. Rotolarono sul pavimento, avvolti dai frammenti di vetro.

<Ruth? Ruth...?> biascicò stordito Markus all'orecchio dell'alleata, adagiata su di lui.

<Sono tutta intera... sono viva... grazie a te> si rialzò a fatica la donna, con un'aria incredula e uno sguardo di riconoscenza.

<Hai appena fatto brillare una bomba a distanza di sicurezza dall'abitato. Chi deve ringraziare chi?>

Sabra si appoggiò a lui, gli sorrise e, insieme si incamminarono verso l'ambulanza più vicina.


Tel Aviv, Ministero della Difesa. Trentasei ore più tardi.


Il Ministro aveva speso parole di elogio per Vormund e stava ora appuntandogli sul petto la Chief of Staff Medal of Appreciation, un'onorificenza assegnata a chi, tra israeliani e forestieri, si è distinto nel difendere la sicurezza di Israele.
<Ringrazio di cuore il Presidente e il Ministro per l'onore che mi concedete, anche a nome della Repubblica tedesca. L'alleanza tra la Germania e Israele si è dimostrata vincente contro i nemici comuni ed è mio avviso che debba proseguire più solida che mai. Dobbiamo unire le forze per debellare una volta per tutti ogni anacronistico rigurgito del nazismo e dell'antisemitismo dalla faccia del pianeta...> disse l’eroe tedesco in modo molto eloquente, credendo fermamente in ogni singola parola.
Applausi convinti partirono alla conclusione del suo discorso.
Quando scese dal pulpito, gli venne incontro un ragazzo biondo in un'eccentrica uniforme - ossia, una specie di costume da supereroe.
<Signore, sono Lama Lucente> si presentò e gli strinse vigorosamente la mano <E' un piacere conoscerla.>
<Piacere mio, ragazzo. Grazie per aver guidato i pattugliamenti di Gerusalemme>

<Mi sarebbe piaciuto poter essere di maggior aiuto nel combattere quei criminali.>
<Beh, la prossima volta vedi di fare più in fretta. Me la sono vista brutta contro quel nazi volante...>

li interruppe Sabra, mandando una frecciata al suo compatriota, che rispose con un complice occhiolino.
<Già....  per non parlare di quel volo che abbiamo fatto. Non so se lo rifarei...>

<Di che ti lamenti, tu? Sono io quella a cui è quasi esplosa una bomba fra le mani...>

< Ehi,non è che ti dispiace essere rimasta a mani vuote, vero?> la canzonò invece Markus, battendo un colpo sulla fresca medaglia appuntata.
<Oh, questa me l'hanno già data. Sono così piena di medaglie che non so più dove metterle!>.
I tre eroi si lasciarono andare ad una risata liberatoria.
<Andiamo al rinfresco?> sorrise Sabra, prendendo a braccetto Vormund.

<Jawohl, mein fraulen...> rispose Markus nella sua lingua madre, ricambiando il sorriso.

 

Quartier generale dei Fenris. In una località segreta.


Andrea e Andreas Strucker  avevano seguito con palpabile disgusto la cerimonia in streaming su un sito istituzionale di Israele. Un gesto plateale della donna spense lo schermo del computer.
<Tedeschi e giudei alleati. Non potevamo prevederlo> commentò pleonasticamente.
<Se il Fuhrer potesse vedere questo scempio, si caverebbe gli occhi> le diede man forte il fratello gemello, con un espressione di disprezzo stampata sul volto.
<Sabra non avrebbe potuto controbattere tutte le nostre mosse, da sola. Quel Vormund dev'essere in cima alla lista dei traditori del Reich da epurare>
<Per fortuna ha smesso il titolo di Hauptmann Deutchland.... sarebbe stato doppiamente infamante!>
<Ad ogni modo, abbiamo dimostrato di poterci aprire una breccia nel ridicolo Stato di quei porci e di poterli mettere in pericolo. Non dormiranno sonni tranquilli, sapendo che i Lupi Neri sono ancora qui fuori, in attesa di un nuovo momento propizio per azzannarli alla gola.>
<Ja. E la prossima volta avremo anche un piano D...>.

 

 

 

NOTE DEGLI AUTORI

 

Si conclude così questo insolito team up tra il tedesco Vormund (Markus Ettinger) e l’israeliana Sabra (Ruth Bat Seraph), uniti dal loro reciproco odio per tutto ciò che il nazismo rappresenta.

 

I gemelli Strucker, le menti dietro il terribile attentato, sono i figli del Barone Strucker, leader indiscusso dell’Hydra e principale avversario di Nick Fury e dello S.H.I.E.L.D..  Con tutta probabilità risentirete parlare di loro nelle serie di Carlo Monni.

 

Il Master Man originale era una versione nazista di Capitan America (un volontario che fu sottoposto ad una variante del siero del supersoldato) ma con poteri più vicini a quelli di Superman. Quello apparso in questo racconto è il terzo ad utilizzare questo nome e questi poteri, ed è una nostra creazione, qui alla sua prima apparizione.

 

Questo episodio serve per ricordare a tutti voi che i supereroi non sono solo americani e non agiscono solo a New York: Vormund, Sabra, Union Jack, Peregrine, il Guardiano Rosso, Sole Ardente... in tutto il mondo vi sono eroi che usano i propri poteri e le proprie abilità per combattere il crimine difendere gli innocenti.

 

E la testata THE OTHERS esiste proprio per raccontarvi le loro gesta! J

 

 

Carmelo & Mickey